Si cercano uomini per un viaggio pericoloso. Bassi salari, freddo intenso, lunghi mesi di tenebre, rischio costante, ritorno incerto.
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Nome: Paolo
Eccomi tra voi, annoierò gli internauti con le mie storie, i miei racconti.
Come Salgari sogno di viaggiare anche quando il mio veliero è attraccato al molo, come Shackleton amo le sfide naturalistiche, come Harrer mi piacerebbe vivere e vedere mondi passati.
L’anima è un veliero che cerca la sua Icaria;
una voce sul ponte: «Occhio! Fa’ attenzione!»
Dalla coffa un’altra voce, ardente e visionaria:
«Amore... gioia... gloria!» È uno scoglio, maledizione!
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Quel sogno che è il Natale
Ed eccoci, come per magia, di nuovo al 24 dicembre. Molti dicono.... un giorno come un altro. Per me no, non è un giorno come un altro, è un'immagine di ciò che è bello e sono contento che sia così non tanto per tuffarmi nel qualunquismo quotidiano ma per spiegare ciò che significa per me sentire il Natale.
Ho letto una frase ieri:"Buon Natale a tutti quelli che ci credono ancora"
Ebbene sentire il Natale per me significa riuscire a provare ancora qualche emozione, diversificare il quotidiano, rendersi conto di quanto brillano le stelle e di quanto è bello vivere essendo se stessi e sorridere di tutto ciò che è triste e apparentemente senza senso.
Molti dicono che Natale dovrebbe essere tutti i giorni, magari potesse esserlo... purtroppo nella vita di oggi abbiamo poco tempo per capire e ricordarsi dello spirito del natale, ma per un giorno è giusto fermarsi ed accorgersi delle piccole cose, vivere la propria vita al rallentatore. Ci si accorge di tante cose il giorno del Natale... Ci si accorge di un sorriso, che avresti tanto desiderato vedere per ogni mattina, ci si accorge di una piccola stella che brilla lassù e che sempre di più abbiamo dedicato, di un tramonto lontano che sta indicando che un altro giorno è passato senza che tu non sia più tornato in quel posto ed è l'occasione per ricordarsi di mille cose passate di cui è ingiusto dimenticarsi perchè ogni emozione dimenticata è un'emozione persa.
Ed è bello potersi dedicare un giorno intero a ricordarsi e a sentire quanto si sta bene con tutto ciò che abbiamo attorno a noi ed è giusto comunicarlo. Un po' come si fermasse il tempo penso a tutto ciò che amo di più, la mia personalità è solitaria, un po' come un lupo essa vaga per valli innevate guardandosi avanti e cercando di affrontare i pericoli della vita in solitudine, perchè solo così si cresce davvero ma mai dimenticherò i miei genitori, i miei amici e i miei amori perchè essi mi indicano la via come le costellazioni indicavano ai viandanti di una volta la via da percorrere e mai si oscurerà il bene che voglio a loro!
Lassù è sera ormai e un altro giorno sta passando, lassù è così, come si vede in quell'immagine di pini, neve e rocce. Anche questa Vigilia sta passando. Le nubi sono grige e sembrano portare neve in nottata, una notte di Natale sotto la neve, una notte di Natale passata a guardar fuori dalla finestra della camera da letto senza stancarsi di guardare... con il naso all'insù come se un fiocco fosse diverso dall'altro, sempre uguale ma sempre diverso allo stesso tempo fino ad addormentarsi senza accorgersene sotto il tepore di un piumone. Risvegliarsi all'alba...dal chiarore del rinfrangersi dei primi raggi dell'alba riflessi dalle pareti del monte innevato, alzarsi e non smettere di pensare a quant'è bello il mondo, a quanto è bello viverlo e a quanto è bello riuscire ad emozionarsi per uno spettacolo che magari molti non riescono nemmeno a comprendere. Ringraziare il cielo per riuscire a capirlo e voler rivivere quei momenti per sempre.
Quest'immagine la dedico a te, perchè ci tengo a farti un piccolo regalo, così per farti sorridere!! anche se oggi non avrai molto tempo proprio per questo ti auguro di trovare sempre il tempo di fermarti, pensare e sorridere perchè ne vale la pena sempre!
Piccolo dipinto autunnale

Ieri stavo leggendo un libro, anzi a dir la verità un capitolo in particolare di un libro che mi ha consigliato un'amica prima delle vacanze. Ho avuto un po' di difficoltà a trovarlo questo benedetto libro, ma la curiosità e lo stile di questo autore mi è piaciuta subito e la voglia di leggere ancora le sue storie hanno messo in moto la mia ferrea volontà e adesso è nelle mie mani grazie alle mitiche Messaggerie: che farei senza di loro?
Dicevo... uno scrittore nemmeno a farlo apposta di racconti, racconti legati alla sopravvivenza in ambienti che di primo acchito potrebbero non sembrare ostili, ma lo diventano a patto che non si dia loro il giusto peso e non si prendano le dovute cautele. Ha iniziato la sua prima attività nella porzione di Dolomiti che i vecchi del luogo chiamano Cadore. Il buon vecchio Cadore ovvero le Dolomiti orientali, palcoscenico della prima guerra mondiale e mere osservatrici di operazioni ricche non solo di sangue e tragedie ma anche di spirito, morale ed onore. Insomma ricche di quello spirito cavalleresco che è d'uopo tra le genti montane forse perchè una volta vivere in quei luoghi risultava essere veramente difficile e ci si aiutava, per quanto fosse possibile anche fra nemici.
Sembra strano leggere di onore in una guerra ma posso assicurare che sono capitati eventi che ai giorni nostri sembrerebbero davvero inverosimili.
Potrei raccontarne a decine, ma questa volta mi limiterò a parlare del nostro buon Simpson. Non sto parlando di Burt Simpson, ovviamente. Immagino già le facce di alcuni amici pronti a raccogliere la battuta servita su un piatto d'argento!
Entrando maggiormente nello specifico l'autore parla della sua prima esperienza con le crode cadorine ed in particolare di posti che considero la mia casa per certi versi: uno dei posti più belli e austeri del mondo: la valle del Boite ed in particolare la strada che da Cortina porta a Misurina attraverso il passo Tre Croci. Quella strada è immersa in un meraviglioso bosco di larici e d'autunno, quando i loro aghi sono ormai ingialliti e parzialmente caduti a terra, si intravedono a distanza gli attacchi del Pomagagnon e del Cristallo. Se si ha la fortuna di salire per quelle strade una mattina successiva ad una nottata di bufera la magia sarà ancora più evidente. La roccia cristallina coperta da un lieve manto nevoso e i larici appena spolverati da quello che da l'impressione di essere zucchero a velo rendono quei luoghi così pittoreschi da renderli quasi inimmaginabili. Spesso, pur conoscendoli bene, ho avuto la stessa sensazionale sensazione di meraviglia. Raggiungere il lago Scin, un laghetto spettacolare immerso fra gli aghi gialli dei larici pronti per l'inverno non fa nient'altro che ricordare quanto sia bello poter rivivere certi momenti. Ma lo spettacolo non finisce... arrivando a Misurina infatti si apre un favoloso anfiteatro montano. Potrei parlare dei nomi delle crode che vi si affacciano per ore, ma non sarebbe abbastanza. E' necessario vederle per capire e saperle apprezzare.
E' tutto così vicino ma anche così ben distribuito, come se uno scultore avesse azzeccato alla perfezione le altezze e gli slanci della sua opera. Una poesia alla vita, una vera opera d'arte... Come lo è il laghetto d'Antorno che sopra Misurina è una vera balconata tra l'Antelao e le sovrastanti Tre Cime di Lavaredo.
Tutto questo per raccontare la mia meraviglia di quando ho letto del suo racconto minuzioso della risalita su al Rifugio Auronzo e Lavaredo sotto le Tre Cime.
Le Tre cime, conosciute anche come Drei Zinnen dagli austrici, è uno dei massicci dolomitici più noti e amati al mondo. Non bisogna essere alpinisti per conoscerlo, perchè si vede immagine di esso ovunque si parli di montagna. Non è l'altezza la sua peculiarità, per un soffio non arriva a misurare 3000 metri, ma lo è la forma unica, il colore della roccia e la difficoltà di arrampicata.
Il colore della roccia, dipende in gran parte dal colore del cielo e dal riflesso che il sole ha su quello che possiamo definire quasi "cristallo". Con sole pieno sarà bianco brillante mentre di sera e di mattina, quando i raggi del sole raggiungono la tangenza all'orizzonte, diventerà giallo, arancione e poi rosso.
Uno spigolo però... uno spigolo della cima piccola è conosciuto come spigolo giallo ed ha la peculiarità di essere molto molto difficile da scalare per la sua verticalità. Uno strapiombo di trecento metri su una parete completamente uniforme, un vero pericolo. Solo Emilio Comici riuscì nell'impresa la prima volta, e la sua sfida oltre a rimanere motivo d'orgoglio per l'alpinismo italiano attirò tutti i più conosciuti alpinisti stranieri che avrebbero voluto provare le stesse sensazioni ripercorrendo la strada da lui aperta.
Così fece lo stesso Simpson, sia lungo lo Spigolo Giallo che sulla Cima Grande e ciò che ha descritto è davvero ciò che ci si poteva aspettare... estrema difficoltà e sensazioni forti.
Leggendo quelle pagine mi è tornato alla mente quante volte da quella forcella, la forcella Lavaredo, ho provato le sensazioni di seguire con il binocolo ogni cima dell'orizzonte dalla Torre Di Toblin al Paterno alle stesse Tre Cime per cercare qualche "pazzo scatenato" con la voglia di rischiare la propria vita in cambio di un'emozione.
La domanda è quanto vale la pensa rischiare per un'emozione di questo genere? Preferisco non rivolgerla a me stesso, perchè so che non riuscirei mai a raggiungere quei posti per altri motivi. Chi una mattina di ottobre ha la volontà di prendere corda e chiodi per quest'avventura credo non se la ponga nemmeno questa domanda perchè credo abbia nel sangue quella voglia di rischiare per sentirsi arrivato lassù dove solo i più coraggiosi incoscenti (permettetemi l'ossimoro) riescono ad arrivare.
Certo che che da lassù la vita ha tutto un altro significato e pochi riescono davvero a capire quanto sia bello scoprirlo.