Si cercano uomini per un viaggio pericoloso. Bassi salari, freddo intenso, lunghi mesi di tenebre, rischio costante, ritorno incerto.
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Nome: Paolo
Eccomi tra voi, annoierò gli internauti con le mie storie, i miei racconti.
Come Salgari sogno di viaggiare anche quando il mio veliero è attraccato al molo, come Shackleton amo le sfide naturalistiche, come Harrer mi piacerebbe vivere e vedere mondi passati.
L’anima è un veliero che cerca la sua Icaria;
una voce sul ponte: «Occhio! Fa’ attenzione!»
Dalla coffa un’altra voce, ardente e visionaria:
«Amore... gioia... gloria!» È uno scoglio, maledizione!
A
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Tu chiamale se vuoi ... emozioni.

La sera, poca luce, indistinguibili ombre, tutto l'ambiente attorno si sta trasformando in spazio informe. Sai, il paesaggio che era visibile prima, quelle luci, quei colori ora è come se non esistessero più, ora niente più esiste attorno a me.
E' davvero incredibile quanto poche decine di minuti possano cambiare il mondo. Tutto è diverso ora, irriconoscibile, irriconducibile a ciò che era prima. Ricordo una luce rosea, settembrina. I confini del cielo ben distinti e colori molto pronunciati ai bordi di ciò che stavo guardando. Ricordo che la notasti anche tu quella nuvola infuocata che delimitava il levante, era incredibile, sembrava un incendio sopra le tue colline. E' vero, sai? Il cielo settembrino assume dei colori strepitosi quando soffia il vento d'occidente e le poche nuvole in cielo si sanno trasformare in un'ottima cornice mentre in pieno contrasto il suo sfondo blu ricorda l'infinito, l'immutabile. E' come se quella parte del cielo fosse l'unica essenza completamente indifferente a ciò che stava capitando. Il suo colore blu sfumato man mano che passa il tempo ricorda sempre più la profondità dell'universo e sempre meno la nostra aria. Riesci a rivedere il colore dei bordi delle montagne che vedevamo a nord nei tuoi occhi? Incredibili... Chi non conoscesse il nostro mondo non ci crederebbe, non crederebbe a ciò che abbiamo visto. Dei colori così marcati, così ben associati, come se madre natura si fosse immedesimata in un impressionista del diciannovesimo secolo e tutto d'un tratto avesse voluto far vedere tutta la sua arte usando il nostro mondo come cavalletto e il cielo come tela. Mi domando: hai presente quante volte avremo visto quei colori in vita nostra? Ma perchè dobbiamo sempre meravigliarci come se fosse la prima volta? Perchè questi attimi ci fermano? E a pensare a cosa poi? A niente di particolare! A pensare a ciò che è la bellezza e a come si mostra attorno a noi. Man mano che il sole scendeva, ricordo il colore sempre più evanescente, meno chiaro, meno luminoso. Una metamorfosi di tonalità che portavano al viola fino ad un arco azzurro prima del completo spegnimento dei colori e di un riutilizzo di tonalità più ovattate. Il cielo a quel punto mi ricordo che dava l'impressione di sovrastarci, già scuro per la poca luce riflessa dal sole, ma ancora troppo luminoso per mostrarci le sue minuscole perle. Hai ragione, in quel momento mi ha colto impreparato e per un momento ho avuto paura anch'io. Ho avuto paura di aver perso la bellezza, che mi fosse sfuggita via. I pugni delle mani stretti come se avessi voluto trattenerla, combattere per riaverla. Ma tutto ciò ricordo che durò un attimo perchè poco dopo altre meraviglie erano lì pronte ad arrivare e persuaderci che non tutto lo spettacolo non era concluso, ma che anzi io e te avevamo visto solo il preludio fino a quel momento. Mi domando come dev'ssere lo sguardo di un bambino che vede queste cose per la prima volta, ma tu m'hai corretto, hai ragione. E' sbagliato ciò che dico, perchè quei momenti durano sì poco da non riuscire mai a farli nostri e in questo modo, ogni volta che si mostrano a noi è un po' come se fosse la prima volta, una splendida, eterna, sorprendente... prima volta.
Ho imparato tante cose da quando sono nato, non sarebbe possibile elencarle, ma non ho ancora imparato a non farmi soprendere da questi attimi. E' un po' come se ti cogliessero impreparato e abbattessero le tue difese e allora ti accorgi di essere lì, impotente di fronte a tutta quella maestria. Ti dico la verità però, sono contento che sia così, perchè? Dovresti saperlo perchè! Guarda lassù, sei mai riuscita a contare quelle bianche, luminose perle che sovrastano il nostro tetto adesso? No eh? Ebbene io sono convinto che riuscirai a non provar più meraviglia solo quando avrai portato a termine questo compito... Ma cara mia, se vuoi un consiglio non provarci, perchè sarebbe davvero una perdita di tempo. Poi perchè vuoi smettere di sorprenderti per questi attimi? No, io davvero spero di vedere prima la fine dei miei giorni che riuscire a vedere la finitezza di questa splendido tetto. Guarda!! La luna sta spuntando laggiù, la sua sagoma rischiara prepotentemente la pianura e illumina poco per volta tutto ciò che ci sta attorno in modo che si formino ombre lunghe. La sua luce lattea trasforma il paesaggio in qualcosa di più metafisico, vuole ricordare che non tutto è come appare ma muta a secondo di come lo stiamo guardando in quel preciso momento.
Eppure tu mi dicesti che non ci credevi, che l'avevi vista più volte e non ti aveva mai dato questa sensazione, eppure adesso mi dai ragione. E' vero, noi stessi cambiamo ed il mondo che ci sta attorno cambia con noi. Alle volte il suo mutare è armonioso, altre volte è prorompente, un po' come noi. Non c'è abitudine nella natura, tutto è costruito in maniera sempre diversa e mai mai davvero uguale. Forse è questo il motivo per cui ci meravigliamo davanti a queste bellezze, perchè ogni attimo le guardiamo prima con lo sguardo di chi vede qualcosa per la prima volta, ma subito dopo con lo sguardo di chi vede la stessa cosa come se fosse l'ultima volta perchè sappiamo che niente sarà per sempre e tutto non tornerà mai uguale. Io in particolare mi sono sempre ostinato a immortalare quei momenti sulle fotografie, ma pur ottenendo dei discreti risultati, rivedendo le fotografie quel cielo non è mai stato in grado di farmi riascoltare quelle emozioni. Quante volte mi sono fermato con il naso all'insù a sfidare la mia memoria e pensare che più rimanevo ad osservare quegli attimi e più li avrei ricordati per sempre, poco tempo dopo mi ritrovavo nello stesso posto a dire addio a quell'atmosfera, perchè sapevo che non l'avrei mai più rivista in tutta la mia vita allo stesso modo. E' un peccato? Sarebbe un peccato il contrario, credimi. La vera bellezza è e rimarrà per sempre in quegli attimi di strane, particolari emozioni racchiuse nella nostra memoria.