Si cercano uomini per un viaggio pericoloso. Bassi salari, freddo intenso, lunghi mesi di tenebre, rischio costante, ritorno incerto.
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Nome: Paolo
Eccomi tra voi, annoierò gli internauti con le mie storie, i miei racconti.
Come Salgari sogno di viaggiare anche quando il mio veliero è attraccato al molo, come Shackleton amo le sfide naturalistiche, come Harrer mi piacerebbe vivere e vedere mondi passati.
L’anima è un veliero che cerca la sua Icaria;
una voce sul ponte: «Occhio! Fa’ attenzione!»
Dalla coffa un’altra voce, ardente e visionaria:
«Amore... gioia... gloria!» È uno scoglio, maledizione!
A
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Magie d'Irlanda
Oggi per scelta o per necessità che sia mi ritrovo ad aggiornare il mio blog dopo almeno due settimane di silenzio.Putroppo ieri ho avuto un incontro ravvicinato con un fazzoletto d'asfalto mentre scendevo dalla Val di Susa in bicicletta e oggi sono KO, spero ancora per poco. Così, visto il bel giorno e lo stato d'animo mi sono ripromesso di scrivere un po'. Il primo argomento che mi è venuto in mente è la terra d'Irlanda e la sua magia intrinseca. La prima cosa che colpisce arrivando in aereo è il colore dell'isola che fa eccezionale contrasto con il colore del mare, il suo verde smeraldo, da qui uno dei duoi sinonimi più frequenti: isola di smeraldo, risalta nel verde cupo dell'oceano atlantico oltre le coste inglesi.
Si atterra e da quel momento è come se si suggellasse un patto fino alla ripartenza, tutto ciò che incontrerete avrà sapore di magia. Vedere i cartelli stradali scritti in inglese e Gaelico è già ricco di qualcosa di più, la loro lingua vera, antica, rispecchia la gente. La gente appunto, allegra e unica, accogliente e rilassata. Se dovessi tornare riprenderei la decisione di vivere tutto il tempo nelle guesthouse. Dormire nelle case delle famiglie irlandesi da alla vacanza un'aria tutta particolare. Io sono una persona molto riservata, ma garantisco che sono i primi a mettere sempre a suo agio l'ospite che è considerato da tutti come essere sempre assolutamente sacro. I suoi colori, come descriverli? Non è possibile farlo è necessario vederli di persona. La luce non è mai accecante come da noi verso il mezzogiorno ma sempre filtrata dal loro cielo dipinto di nuvole che sempre scorrono veloci nell'azzurro più bello che abbia mai visto. La sera dona spettacola d'eccezione, le lucentezza delle stelle da l'impressione di essere a 3000 metri anche se si è al mare: tutto così bello, tutto così universalmente perfetto. La storia pervade tutta la terra ... in ogni valle, vicino ad ogni strada girando gli occhi verso il bordo è facile scorgere rovine di abbazie antiche, mura storiche, castelli unici, prati inglesi, è bello viaggiare ne poi fermarsi, ascoltare l'odore della natura, due sorrisi e poi ripartire. Fare qualche picnic in mezzo a quei prati infiniti e ben tenuti rischiando perchè no di prendere un po' d'acqua. Anche la pioggia ha il suo fascino, un rapido acquazzone non fa mai venire voglia di prendere l'ombrello o rientrare in macchina, perchè si sa a priori che durerà poco finchè la nuvola non si allontanerà e regalerà dei colori ancora più belli riflessi dalla luce del sole che superano le restanti nuvole per illuminare l'erba e gli alberi appena bagnati. Di tutto questo ricordo i riflessi lasciati sulla Rock of Cashel prima di partire insieme a una lacrima, oppure alla risalita dei laghi vittoria con un calesse, il rumore dei suoi zoccoli e il silenzio tutto attorno, oppure ancora il rumore del mare in fondo alle scogliere di moher. Perchè no le risate dopo l'incidente fatto contro un cespuglio, causa la guida a destra cui non ero abituato e il sapore amaro della partenza dall'aeroporo di Dublino quel giorno di fine estate. Avrebbe segnato l'inizio di un periodo che non mi sarei mai sognato di vivere ma che poi, come tutte le cose belle sarebbe terminato tempo e tempo dopo. Descriverla come la terra perfetta è limitante, è una terra dove si sta bene, tutto è a livello umano, calmo e rilassato, ma soprattutto dove la gente ama ridere e scherzare. Un posto dove poter lasciar naufragare la propria l'anima per sempre. Anche ora... dopo aver ricordato, mi sembra di essere lì, mi sembra di percorrere la strada che si vede in fotografia, la direzione è sheep's head, tutto attorno sembra semplice eppure c'è qualcosa in più di quello che si vde qualcosa di più carico di significato, qualcosa che si sente solo se si è in quelle terre. Chissà cosa si riuscirà a vedere oltre la curva, la curva di un capo poco conosciuto, poco frequentato... eppure grande nella sua unicità.
Si accettano volontari per scoprire o rivedere queste terre :-)
Domenica di giugno

Cosa dire di una domenica di fine giugno: è stata speciale. Una domenica di mezzo sole, amici sereni, la bellezza delle colline vicino Alba, non le conoscevo ma ho imparato ad apprezzarle per la loro ricchezza di coltivazioni e per la tranquillità sebbene non fossimo proprio soli.
Sinceramente una passeggiata enogastronomica non l'avevo mai fatta, ma è stato divertente provare, vedere quanto l'organizzazione ci ha messo per far sì che tutto riuscisse alla perfezione. Un menu eccezionale, vino squisito, risate, voglia di convivialità. Non è proprio ciò che intendo per viaggi in mezzo alla natura, ma è stato anche questo un ottimo mezzo per trovare relax e scoprire una terra che conoscevo davvero poco. Camminare tra le viti, oppure vicino ai campi di grano ormai dorati è stata una sensazione piacevole. L'assonanza tra il colore del grano maturo e il verde delle piante d'alto fusto la trovo meravigliosa, non so se sia oggettivo... ma di sicuro io mi sarei fermato a guardare quel campo per l'eternità. Purtroppo mi capita sovente di affezionarmi ad uno scorcio, mi balza in mente qualcosa che mi impedisce di allontanarmi subito perchè l'intenzione è quella di memorizzare al meglio non solo la sensazione, ma anche la necessità di comprendere a fondo l'atmosfera di una calda giornata di mezza estate. Tutto questo mi fa ricordare un ragazzino che dai nonni, nell'acquese usava attendere questi periodi, la fine della scuola per prendere la bicicletta e girare per i colli, raggiungere le classiche mete. Chissà come mai ma le mie mete preferite sono sempre state in alto, verso il cielo... saliva le colline con fatica e raggiungeva il limite della vigna del nonno per poi proseguire sulla dorsale che portava al punto più alto. Lì c'erano, anzi probabilmente ci sono, piante da entrambi i lati e da un lato ad un certo punto compare una piccola chiesetta, quelle classiche di campagna, semplici ma allo stesso tempo ricche di qualcosa che non ho saputo trovare in altri posti. Arrivavo lì, poi mi guardavo attorno: da un lato le colline, i vigneti, la differenziazione delle coltivazioni che macchiavano di colori unici perchè sempre diversi, dall'altra in fondo in fondo, nelle giornate limpide, oltre le colline più basse...... il mare, il mar ligure.
Stavo lassù e non mi bastava mai osservare per poi ascoltare i rumori della campagna, per ricordarli più possibile, lassù sul colle della cappelletta, non ho mai saputo come si chiamasse, ma per me era quello il suo nome. La brezza faceva perdere la sensazione di fatica e di calore che già si sentiva, poi lasciavo la bicicletta vicino al muricciolo e mi sdraiavo nel prato vicino al sole, guardando in cielo e pensavo di tenere per me tutto ciò che stavo vedendo, sentendo... per sempre.
Ha funzionato, perchè ormai sono almeno quindici anni che non vado più là, sul colle, ma ricordandolo ora... è come se ci fossi stato ieri.