Si cercano uomini per un viaggio pericoloso. Bassi salari, freddo intenso, lunghi mesi di tenebre, rischio costante, ritorno incerto.
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Nome: Paolo
Eccomi tra voi, annoierò gli internauti con le mie storie, i miei racconti.
Come Salgari sogno di viaggiare anche quando il mio veliero è attraccato al molo, come Shackleton amo le sfide naturalistiche, come Harrer mi piacerebbe vivere e vedere mondi passati.
L’anima è un veliero che cerca la sua Icaria;
una voce sul ponte: «Occhio! Fa’ attenzione!»
Dalla coffa un’altra voce, ardente e visionaria:
«Amore... gioia... gloria!» È uno scoglio, maledizione!
A
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Tra cielo e terra

Un soffio di vento d'alta quota, un'aquila che attraversa il cielo, l'erba che punge sotto la schiena, il cielo azzurro dentro il quale navigano piccole nuvole bianche. Alcune di loro si dissolvono dal grande vento di alta quota, vaporizzano come se fossero in balia di una forza più grande verso la quale non hanno la minima difesa. Il suono del silenzio della montagna di alta quota, un ruscello più in basso, dall'altro lato il rumore di una piccola cascata. Giri lo sguardo e vedi in lontananza un lago, ancora per metà gelato... il suo colore verde chiaro, meraviglioso. Poi alzi gli occhi e vedi un ghiacciaio grande, più grande... dei seracchi che lo rompono e lasciano intravedere il suo spessore che lo rendono quasi mistico, grande, bello, unico davvero. Il fresco sulla pelle ritardato dal sole caldo d'alta quota, prendere il sole in quello stato di stasi nel quale le ore passano ma sembrano non passare magicamente, non ti curi del tempo. Eppure passa tradendo le tue aspettative dopo qualche magico attimo magari portato dalla bellezza comune, passa inesorabilmente. Le ore lassù non hanno significato, osservare, parlare piano, descrivere il paesaggio:"guarda lì, una marmotta attraversa il ponticciolo sul ruscello". L'uso di aggettivi sempre più roboanti e accrescitivi, inutile dire che ogni accrescitivo lassù non ha abbastanza senso. Dire è tutto stupendo dice tutto, ma in quei momenti sembra non dire abbastanza...
Perchè certe sensazioni non si possono esprimere e le parole sono semplici palliativi per poter trasmettere quello che proviamo in quei momenti. Gli occhi trasmettono molto di più, ma bisogna guardarli e tenere il loro sguardo. Mentre si osserva, si ascolta la tranquillità di uno strano momento che avrei definito degno dei momenti più belli mai passati in tutta la mia vita ti accorgi che tutto sta finendo, il tempo è passato ed è riuscito a tradire ancora una volta. Ormai tutto pian piano sta diventando solamente un ricordo, ancora una volta un ricordo, un frammento di vita che se ne va e sebbene sarà degno di esser portato alla luce più e più volte ... di reale, anzi di semi-reale, rimarranno solo delle immagini, delle foto della serenità di uno sguardo ritornato brillante per un attimo, della voglia di ritornare quello di una volta ma non ancora... non ancora...
La vecchia Torino
Era tanto che non la vedevo la mia Torino. Che città, particolare, barocca, intensa. La sua luce è molto particolare, soffusa, quasi inesistente. Appena impercettibile, protende linee antiche, magiche che si lanciano trasversalmente lungo i secoli della storia. Le olimpiadi hanno dato tanto a questa città, l'hanno ripulita, fatta conoscere ai suoi cittadini. Non ricordavo così tanta gente fuori per strada, anzi, ricordo il deserto del centro anche a ore decenti di giorni in cui dovrebbe esistere un buon passeggio.

Oggi invece si faticava a procedere lungo le vie del centro. Piazza Castello gremita di gente a godersi l'atmosfera di una città rinata, migliorata, bella e da un lato sconosciuta.L'atmosfera è inspiegabile, piazza Castello in particolare è meravigliosa: in mezzo, Palazzo Madama vigila sull'intera piazza, sorge dalle sue fondamenta e si innalza con molteplici stili verso il cielo. In parte barocco, in parte medievale vuole far notare quanto Torino sia cambiata nei secoli ma sempre rimasta una grande città, per certi versi la capitale nascosta, in ombra del nostro paese... ma sempre delineata come principale attrice dell'economia e del potere del nostro paese. Il Po, la collina le donano un altro aspetto fondamentale, un aspetto poetico, non di piattezza come possono avere altre città, bensì di morfologia eterogenea, la fanno diventare città di mille forme e di mille colori.
I suoi innumerevoli parchi, il Valentino, Regio parco, le Rimembranze. Posti belli, pieni di poesia come pochi altri, difficile elencarli tutti. Andare verso Monte dei Cappuccini e guardare Torino vuol dire sospirare per tutto il tempo che si guarda dalla balconata... si vedono i palazzi di una volta, i veri palazzi di Torino che salgono quasi a conquistare spazzi più elevati per poi allontanarsi verso Rivoli, laggiù il suo castello dall'altra parte della conca di Torino. Le montagne in lontananza le donano degli scorci così belli, dopo una giornata ventosa sembrano dietro l'angolo quasi a proteggerla dagli anni. Non credo di aver mai visto altre città con così tanti scorci tutti diversi eppure così eleganti. Non dico che sia la più bella città del mondo, dico solo che la sua unicità sta in toto nella sua voglia di emergere e di seguire i secoli raccogliendo spicchi di storia. Il suo ruolo non è quello di imporre una moda, ma di raccoglierle tutte quante quasi a ricordo immemore delle grandezze delle varie epoche.Non è capitale politica, anche se risulta essere il fulcro da cui è partita l'unità delle genti; non è capitale economica anche se risulta essere il fulcro da cui è partita l'orgoglio dell'industria italiana. Non è capitale della moda, ma semplice osservatrice pronta però a catturarne i lati migliori. Non è capitale storica anche se la gran parte delle sue vie è gremita di musei ricchi di storia di rilevanza internazionale.
Ma allora cos'è Torino... Torino è quello che sono i torinesi... Torino è una città ricca di storia, di moda di rilevanza politica ed economica. Respirare Torino significa respirare l'Italia, vedere Torino significa vedere un gioiello nascosto in una cassaforte, uno di quei posti da cui non ti aspetti niente ma in realtà trovi tutto. Ma Torino è fatta come i suoi abitanti, non amano essere lì, in prima fila, amano fare il proprio lavoro ma non amano farsi vedere, notare dal mondo. Uno dei più grandi cittadini torinesi però un giorno decise che voleva vedere la sua città per una volta sul palco mondiale, ed è stato un successo, l'orgoglio delle genti che non amano farsi apprezzare per quello che sembrano ma per quello che sono. L'orgoglio di una città che non veste all'ultima moda, ma che della sua sobrietà ha fatto la sua vita e ne va fiera, l'orgoglio di una città che per due settimane ha dato un'immagine di sè che nessuno conosceva. Nemmeno i suoi cittadini! E' stata una bella lezione, personalmente non credevo che fosse possibile sperare in una sua rinascita ed ho sbagliato, ancora una volta è arrivata ad un bivio e coraggiosamente ha saputo prendere la strada giusta. Questa sera ne sono davvero convinto e contento!
Lo spirito di Torino è racchiuso in quella statua centrale di Piazza Castello... Una statua ormai scura degli inizi dello scorso secolo, la sua immagine il Duca d'Aosta, il suo sguardo fiero diretto verso la basilica di Superga, non allegro ma austero, convinto della sua direzione, incurante di ciò che gli sta attorno. I pugni serrati, le braccia tese lungo il corpo, il passo certo, deciso verso il futuro che non conosce ma di certo non teme!
Tornado warnings

Ogni tanto è unico vederli, sentirli, provarli... Anche queste manifestazioni della natura sono spettacolari come un tramonto o come un'alba, come una notte stellata d'estate senza luna. Non ho mai avuto occasione di provare un vero tornado e reputo di essere stato fortunato perchè sono davvero devastanti rispetto alle nostre trombe d'aria ma la sensazione è comunque unica davvero.
Oggi mentre scrivevo di questo mi sono reso conto che non è da molto che ho iniziato a provare queste sensazioni, il tempo da noi sta cambiando, la meteorologia varia in funzione delle variazioni che noi stiamo portando sulla natura. Oppure visto tutto in maniera più romantica, è la natura che si sta difendendo cercando di riprendere il possesso delle sue terre che poco per volta la nostra razza sta cercando di sottrarle. E' una lotta impari perchè la natura è padrona del nostro suolo e del nostro tetto. Noi ci viviamo in mezzo, sfidarla non è saggio perchè senza di essa non potremmo esistere. Senza contare che è una delle cose più belle che abbiamo e che solo adesso cerchiamo in qualche maniera di accorgercene e di conviverci. La prima volta che ho affrontato una tromba d'aria è avvenuto nel 2002 verso la fine di agosto a Milano. Ero vicino all'incrocio di via Corridoni, Visconti di Modrone... zona Tribunale per intenderci. Saranno state le 19.30 di sera e con la scusa del rientro a casa stavo facendo una passeggiata in centro. I negozi erano completamente chiusi e pioveva. A me piace camminare sotto la pioggia, lo trovo rilassante e non mi da per niente fastidio. Il cielo era plumbeo, un po' minaccioso, ma più di tanto non mi sono mai preoccupato, al massimo taxi e via a casa. D'un tratto, a metà della via, vicino a un bar si è fermato il tempo. La sensazione è stata questa, tant'è vero che mi sono girato per vedere cosa stava succedendo! Il traffico in quel periodo e soprattutto all'ora di cena era praticamente nullo, si sentiva chiaramente il rumore degli uccelli sui palazzi, il vociare delle persone, l'abbaiare di cani, qualche clacson in lontananza. D'un tratto niente, qualche secondo dopo una raffica di vento, strana perchè dal nulla ma niente di che. Tempo di pensare: "ha smesso di piovere!" ... un'altra raffica mi ha sbilanciato da dietro lasciandomi addosso quel sapore di stranezza e timore insieme... dal momento che non capivo cosa stava per capitare. In quel momento mi sono fermato vicino a uno stipite d'ingresso di un bar chiuso e il vento ha iniziato ad essere costante, forte, deciso come non lo avevo mai sentito. Le raffiche incrementavano di intensità e ad ogni incremento l'eccitazione che provocava quel momento si strasformava in paura. Dentro di sè si pensa..."prima o poi finirà, no?" Il timore è aver la sensazione di non capire quale possa essere il massimo della potenza del vento...sentire che cresce, senza averne il controllo e non sapere quale potrà essere la sua forza, sarà senza limite? Questo è il massimo? No...cresceva a raffiche sempre più decise. Per strada non sembrava esserci nessuno, eppure prima c'era gente a piedi, in macchina... sensazione di solitudine. Si vedevano oggetti volare per aria...una tenda si è sganciata e strappata da un palazzo ed è volata in strada. la paura derivava da quello... oggetti, rami, vasi che potevano crollare dai terrazzi. Adrenalina a mille, quasi pronto a tutto. Poi dopo un tempo interminabilmente corto tutto è diminuito, la forza del vento è scesa e il tempo ha iniziato nuovamente a trascorrere come prima... La prima cosa che ho sentito è stato il rumore di una sirena, una macchina della polizia che girava piano controllando nei dintorni che non ci fossero situazioni di pericolo. Improvvisamente gli altri pedoni...anch'essi usciti dagli stipiti, qualche parolaccia per scaricare le tensioni, un sorriso comune, due chiacchiere per tranquillizzarsi a vicenda. Quasi paura di rimettersi a camminare, paura che tutto tornasse... ma niente, ormai la vita aveva ripreso il suo corso e la natura aveva avuto il suo momento di gloria.
Oggi l'uomo vive questa condizione, passa la vita a insultare, burlarsi, approffittarsi delle sue conoscenze utilizzandole per accrescere il suo ego e rovinare allo stesso modo il suo mondo, il posto dove vive, dimenticandosi però che noi siamo solo inquilini di questo mondo e che il padrone di casa prima o poi... potrebbe davvero sfrattarci per sempre...